mercoledì 19 agosto 2009

lunedì 17 agosto 2009

Il mito muto

...I miti sono a rischio continuo di smitizzazione, meglio non indagare troppo ed evitare le battaglie legali per l’eredità, se possibile: avevamo una specie di famiglia Kennedy italiana, con un capofamiglia morto nell’adorazione generale per l’allure, l’eleganza, l’uso di mondo, l’orologio sul polsino, le acute osservazioni politiche, l’elicottero per andare a sciare lontano dai burini, il simpatico vezzo di lanciarsi in mare nudo anche da anziano, la erre arrotata, l’ironia aristocratica, la gamba accavallata, l’azienda in difficoltà, le donne ai piedi, uno lontano anni luce dai soliti parvenu, dai nuovi imprenditori esagitati, uno davvero in grado di insegnare qualcosa, celebrato come star internazionale: fotografie in bianco e nero, lui che guarda lontano. Poi arriva una figlia arrabbiata, Margherita, e quei maleducati dell’Agenzia delle Entrate aprono un’inchiesta: Giovanni Agnelli potrebbe aver nascosto in Svizzera circa due miliardi di euro (non sono nemmeno in grado di contare quanti soldi siano, nella realtà, non lo voglio sapere) per evadere le tasse. Come un ignorantone qualunque.
Mammalena

Donne che si accettano

L'accento sulla e di accettano è grave o acuto, a scelta.
Sa perché le donne diventano passionali? Perché non si accettano. Se una donna ha troppe certezze, troppe risposte, è quasi automatico che non è passionale. Essere passionali, ad ogni modo, non significa essere irresponsabili. Al contrario degli uomini, noi donne non riteniamo il successo professionale un successo tout court, capace di giustificare ogni cosa. È solo una parte della nostra vita. Guardi la Magnani. Grande attrice, grande professionista. Poi aveva questa gelosia che distruggeva tutto.
Melissa P.

La vita è nulla

Le Grandi Depresse.

sabato 15 agosto 2009

Trova le parole

Lei: Che costruisci bel bambino?
Lui: La sede nazionale del PD.

Contro le forze del male

Politicamente ordinario

La versione di Barney.
Un "bestseller" "politicamente scorretto", citazioni di quotidiani nazionali online. Politicamente scorretto.Come fa a essere politicamente scorretto un romanzo che non fa altro che parlare della vita attraverso lo sguardo di un signore stanco e un poco acidulo? E' "trasgressivo" forse odiare? C'è forse qualcosa, all'interno della mente di Barney, che vada al di là dell'esperienza della vita che ogni giorno trascorriamo?Come si fa a non alzare un sopracciglio di fronte allo spettacolo desolante di questi giornalari, per i quali è scorretto tutto quello che non può essere detto all'interno di una chiesa? E' possibile che sia trasgressiva una donna che balla in discoteca, un ragazzo che beve un mojito, o un signore di una certa età che parla male dei colleghi?Pare che non ci venga più dato il diritto di provare disgusto, di non tollerare, di arrabbiarci. Con la più grande probabilità, nessuno degli scribacchini di quegli articoli ha letto il romanzo, e questa è un'attenuante; è però indicativo l'uso che si fa di questi termini, l'affermazione di un culto del buonismo, di un forzato buonismo, che tenta di convertirci tutti quanti in schizzinose comari di provincia, e consente alla stampa di venderci come scandaloso e scorretto quello che nella realtà non è.

Nichilismo / Nazismo

Drugo: "Ma no, sono dei nichilisti, capito?"
Donny: "Eh?"
Drugo: "Continuavano a ripetermi che non credono in niente".
Walter: "Nichilisti? Mi venga un colpo. Allora è meglio la dottrina nazional-socialista, Drugo. Se non altro, ha alla base l'ethos".
Il grande Lebowski

venerdì 14 agosto 2009

Aforisma benfatto

"L'aforisma è uno stimolo a pensare, oltre che un self-service di pensieri ben confezionati. A volerne fare un po' di storia, il termine è un grecismo - che significa "delimitare, separare, scegliere" - rimasto a lungo nell'ambito del linguaggio tecnico-scientifico. Solo nell'Ottocento avanzato l'aforisma divenne un vero e proprio genere letterario, specie dopo l'uscita di "II crepuscolo degli idoli" di Friedrich Nietzsche (1888). Da allora ne sono state tentate varie definizioni e delimitazioni, che però poco ci interessano: a partire dalla più brutale, quella di Gesualdo Bufalino per cui "Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole." Un aforisma benfatto, a mio parere, è quello capace di generare un effetto-sorpresa, tanto più nel caso di quelli scelti per questa raccolta, che vuole essere l'esaltazione del paradosso, forma estrema dell'aforisma."
Pensieri scorretti, Giordano Bruno Guerri

Canottiere verdi

Celestino Riva, terù màia saù, la moglie di Crispi.

Diritti e Rovesci

Nell’articolo Liberisti senza libertà, apparso sul domenicale del “Sole 24 Ore”, Andrea Romano ha citato, condividendolo, il giudizio che Alessandro Campi e Angelo Mellone, ne La destra nuova (Marsilio, 2009), hanno dato del new conservatism europeo. In esso «il tradizionalismo dei valori è innervato di aperture alla grammatica dei diritti civili e alla volontà di lasciarsi alle spalle il culto sentimentale del passato e della tradizione, l’enfasi retorica in materia di patriottismo e religione, le rigidità ideologiche e i pregiudizi mentali in materia di immigrazione e di diritti civili».
In linea di massima, mi associo anch’io all’elogio anche se vi avverto qualcosa che mi riporta al vecchio stile della “ideologia italiana” , fatta di sottintesi, di “capisci bene a cosa mi riferisco”, di riflessi condizionati a eludere i problemi librandosi, al di sopra dei casi concreti, nei cieli astratti dei “princìpi”.
È uno stile che ha buon gioco solo contro fantocci polemici che non esistono o si ritrovano unicamente in frange marginali della politica e della società civile. Oggi, ad esempio, dove si trova più «l’enfasi retorica in materia di patriottismo» se persino in un circolo culturale di An, mi è capitato di sentire discorsi sulla “conquista regia” che sembravano dettati dalla libellistica antisabauda e antirisorgimentale?
E, per quanto riguarda i «pregiudizi mentali in materia di immigrazione e di diritti civili», in cosa consistono realmente? C’è, forse, qualcuno che abbia giustificato i teppisti romani che hanno massacrato di botte un povero extracomunitario? Tra l’universalismo dei cosmopoliti e il tribalismo estremista c’è un’ampia zona grigia che non consente giudizi tranchant e con cui bisogna fare i conti, almeno in democrazia.

...La “filosofia dei diritti” sta diventando un campo mal coltivato, pieno di equivoci e di pericoli. Forse non sarà male ricordare che ai “diritti di cittadinanza” degli individui corrispondono i “doveri” della collettività di farli osservare...

Lenin uccide ancora

Una enorme statua di Vladimir Lenin alta cinque metri è crollata al suolo in Bielorussia, uccidendo un uomo. Lo hanno riferito le autorità locali della città di Uvarovichi, spiegando che un giovane 21enne ubriaco si era arrampicato sul monumento e si era appeso ad un braccio della statua che ricorda il leader della rivoluzione bolscevica. Eretto nel 1939, il monumento di gesso è crollato in pezzi, uccidendo sul colpo il giovane.
via Libero

Ronda in gabbia

Potere della parola. Se parli di ronde e gabbie salariali si incazzano tutti. Piove governo fascista e nordista. Se invece dici che trattasi di volontari della sicurezza addestrati e contratti legati al merito e al territorio un po' si calmano.

Recanati

Ci sono stato l'altro ieri. E pensavo che la sfiga in amore, l'emarginazione degli amichetti, i passeri -solitari pure loro- che ti cagano in testa da una torre antica vicino casa e pure bruttarella, le viste del mare e del Conero e di chilometri e chilometri di campagne marchigiane l'infinito te lo può far vedere, pure da un cucuzzoletto. Il genio di Leopardi è finalmente ridimensionato.

Federica


Destra onnivora

Perché gli intellettuali di destra non si occupano della Destra? Così, sconsolato, si è interrogato l’intellettuale di destra Angelo Mellone. «Strano ma vero», proprio adesso che la Destra si è fatta «forza di governo, senso comune, cultura popolare maggioritaria» non ne parlano, non si entusiasmano, peggio la dileggiano...
L’autore di Di’ qualcosa di destra e il coautore di La destra nuova imputa agli antipatizzanti quella che, a ben vedere, è caso mai una pecca dei simpatizzanti.

1) Autoannullamento in politica
2) Assimilazione onnivora di altre culture

Dante anticostituzionale

Che il suggerimento di Bonaiuti, far diventare testo scolastico la lettura di Carmelo Bene della Divina Commedia, venga accolto con l’entusiasmo che merita da Mariastella Gelmini. “Dante è alla base” dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Sì, Dante è alla base. Dante è alla base della nostra battaglia contro la nuova, insulsa materia scolastica denominata “Cittadinanza e Costituzione”, che dovrebbe forgiare “cittadini affrancati da pregiudizi razziali o religiosi, strenui difensori della democrazia”. Dante ha ben più che pregiudizi, ha giudizi: Maometto è “seminator di scandalo e di scisma” e merita l’inferno, i pisani vanno affogati, i pistoiesi inceneriti. Altro che respingere i clandestini: Dante vuole espellere da Firenze anche gli abitanti di Galluzzo (distante cinque chilometri) e Trespiano (sette). Perché puzzano. Dante condanna, maledice, offende, discrimina, inveisce. Il Papa Celestino V (a cadavere ancora caldo) è un vigliacco, gli omosessuali sono “lerci”, le donne in abiti succinti “svergognate”: tutti all’inferno. Dante è il sommo poeta perché della Costituzione sommamente se ne frega.
Langone anticostituzionale

Donne forti (e sole)

Un inno alle Donne. Spero di leggere molte voci femminili di protesta. Sennò vorrà dire che ha ragione lui.
Uno spaventoso paese dei Balocchi in cui la donna, Puella Aeterna, potrà giocare divinamente con se stessa senza mai la noia di doversi misurare con l’Altro. E perfino riprodursi da sé – oddio, e se poi ti nasce un maschio? – Un nuovo fondamento archetipico per le fantasie, già attualissime, di tutte quelle ragazzine che in giro per l’occidente sognano di farsi il bambino da sole, o fingono un provvisorio sogno d’amore per poi espellere l’Altro non appena dà segni della sua alterità. Ed ecco tutte quelle famigline asfittiche e infelici, la mamma e il suo bambino, l’una carceriere dell’altro, senza nessun terzo a fare il lavoro di necessario incomodo nella simbiosi fatale. Oppure – libertà alternativa – nessun bambino, l’indipendenza totale, l’automutilazione di quell’Altro di cui l’umanità femminile, in questo sì migliore, ha sempre fatto il suo bizzarro baricentro, spostato fuori di sé. Ho letto Umberto Veronesi e ho pensato: ecco un uomo del secolo scorso, un medico che molto ha dato alle donne e altrettanto – a titolo risarcitorio? – sembra voler togliere loro. Che disegna un futuro terribile applicando con zelo logiche che appartengono al passato prossimo dell’emancipazione, già superate da un pensiero femminile che il professore, il quale pure dice di conoscere molto bene le donne, evidentemente non si è dato la pena di ascoltare. Non ha notizia del pensiero della differenza, della lotta delle donne contro l’omologazione al modello maschile unico. Non percepisce il loro desiderio. Altrimenti, da grande vecchio qual è, alle ragazze direbbe che l’unica sola e vera pari opportunità è quella di poter stare liberamente al mondo ciascuna e ciascuno secondo il sesso del quale si è nate e nati, perché il nostro corpo spirituale è tutto ciò che siamo. Direbbe alle ragazze di non condannarsi alla solitudine, perché non vi è alcuna ragione di infliggersi questo supplizio, di cercarsi uno sposo e di coltivare l’amore per la sua differenza, accettando il conflitto e ammirandolo come Altro, facendolo diventare l’uomo che sarà, autorizzandolo a essere il padre del figlio che insieme avranno fatto nascere, e insegnando al figlio che quello è suo padre.
Marina Terragni

Addio vecchia Europa

Non sempre la Chiesa è apparsa così malridotta come nell’Occidente europeo degli ultimi trenta anni. Dopo le tre rivoluzioni del Concilio, del 1968 e del 1989 sembra che essa non vada più a genio a nessuno: per i devoti non è devota e sacrale, per i liberali non è liberale, per gli impegnati non è sufficientemente sociale, per quelli delle comunità di base è ancora troppo funzionaria, per gli amanti della vita troppo moralistica, per gli esoterici ed i ricercatori di senso troppo sobria. In generale appare straordinariamente antiquata e contemporaneamente ritoccata in modo moderno, così che quasi nessuno vi si senta a casa. Rabbrividiscono tutti coloro che pensano ad essa, preti, laici, femministe, vecchi devoti e nuovi illuminati; ci si inizia quasi a scusare di essere ancora cattolici.
“Passi e passaggi nel cristianesimo. Piccola mistagogia verso il mondo della fede” di Elmar Salmann.

Penuria d'anguria

Mi aggiro per la città cercando una rinfrescante fetta di cocomero e laddove fino agli anni Novanta c’erano pittoreschi baracchini oggi trovo parcheggi o bar smercianti Heineken. I fruttivendoli o sono in ferie o sono stranieri che l’anguria non sanno nemmeno pronunciarla, figuriamoci tagliarla. Nei supermercati si vendono fette rinsecchite, tagliate da quel dì, seppellite nella pellicola trasparente. Non mi resta che la birra. Se i sindaci invece di emettere grida antialcoliche riportassero i cocomerai nelle città, in giro ci sarebbero meno ubriachi. I ragazzi dovrebbero andarci più piano, è vero, ma il ragazzo che vive in una città senza più anguria (che è buona e fa bene e costa poco e mette allegria solo a vederla) che altro può fare, la sera, se non ubriacarsi?
Langone

L'ora di Corano

Il significato della religione e la sua storia, questioni importanti per conoscere il nostro mondo, le insegnerebbe il professore di filosofia: con un’ora in più a disposizione. Fine – bieca – della questione. Così Sofri il giovane e ateo e liberalchic.
Tra venti anni diremo che però un'ora a settimana di Islam è importante, vuoi perchè i bambini islamici sono la maggioranza vuoi per favorire l'integrazione dei cattolici nella società musulmana europea. E la faremo obbligatoria, quest'oretta.

Quorum raggiunto

In Inghilterra il 54% degli alunni delle scuole elementari ha una lingua madre diversa dall'inglese.