martedì 23 febbraio 2010

Donne nere paralitiche

Cosa accadrà all’informazione quando Google si comprerà per un dollaro la testata del quotidiano più autorevole d’America, il New York Times? E come reagirà il mondo occidentale quando tra pochi anni tutti i Nobel saranno assegnati a scrittori, economisti e scienziati provenienti dall’Asia: Cina, India, Giappone, Singapore? Che fine farà l’Unione europea quando Gazprom, il colosso russo dell’energia, lancerà un’Opa sulle concorrenti francesi, italiane, ecc.? Quanto potranno resistere gli Stati nazionali dopo la proclamazione dell’indipendenza della Scozia?
Sono alcuni degli scenari disegnati da Alain Minc ne I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo (Chiarelettere, pagg. 114, euro 12). Il politologo francese trasforma le sfide del futuro ormai prossimo in dieci fanta-cronache tanto divertenti quanto inquietanti. E conclude il volume con una stoccata politicamente scorretta. Un giorno non troppo lontano Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Roma e Bruxelles saranno attraversate da un corteo pacifico e silenzioso composto da «uomini, ovviamente bianchi, di estrazione piccolo borghese, gioiosi ma determinati, estranei a ogni forma di misoginia e razzismo». Nel calderone della protesta, essi butteranno i debiti lasciati loro in eredità dalle generazioni precedenti e la sensazione di essere vittime delle pari opportunità. Un modo tagliente di affermare che la tutela delle minoranze non può diventare una forma di malinteso comunitarismo e che la discriminazione «positiva» non deve superare certi limiti tramutandosi in vantaggio smaccato. Come recita una battuta cinica circolante in America: il futuro è delle donne nere paralitiche perché rientrano in tre minoranze protette.

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