mercoledì 10 giugno 2009
Le rondini del pomeriggio
Di cosa parleranno le suore che sbucano dai pomeriggi, come quando nel cielo c'è un passaggio di rondini che vanno via... tutte piccoline, tutte leggere come un deltaplano, dentro a certe viuzze le scarpine veloci lasciano la scia.... Di cosa parleranno le suore che quando stanno tutte insieme sembrano le alunne di una gita scolastica di fantasia.. e se per caso ridono fanno di tutto per non darlo a vedere perchè il riso è un bene, perchè il riso è un male... ...e forse è nostalgia... Ce n'è una più bella che ricorda la musica... ce l'ha scritta negli occhi e sta suonando sin qui... sullo specchio di questi si disegna la faccia di un ragazzo incredibile.... ...dietro ad una vetrina... questo non ci voleva.... ...poi è scomparso così... Fratello desiderio lasciami gli occhi solo per pensarti, sò che è troppo tardi, quando sarò triste li accarezzerò... Sorella negligenza il tempo ha sciupato questo cuore di argilla e se verrà l'amore, se verrà l'amore me ne pentirò... Chiusa dentro la stanza le sorelle non sentono... fruga dalla finestra.... se lo immagina lì... ed il giorno si spegne ma per essere sveglie non servono i pizzichi... ...un ragazzo incredibile ha scelto il silenzio per essere lì... Di cosa parleranno le suore che sbucano dai pomeriggi, come quando nel cielo c'è un passaggio di rondini che vanno via... ...sorella irriverenza... il tempo ha sciupato questo cuore d'argilla, .....e se verrà l'amore, se verrà l'amore m'innamorerò....
Commentini europei
1) Debora Serracchiani (PD) e Barbara Matera (PDL) spopolano. Sono entrambe brave e se lo meritano più di altri ex partigiani imbalsamati. La seconda era accusata di essere velina, la seconda no, perchè più bruttina.
2) Il 66% degli italiani ha votato: astensionismo altissimo. La media continentale è del 43%.
3) La "destra" europea (Europa per le nazioni, ossia i cosiddetti euroscettici -termine improprio e fuorviante-) acquista parecchi seggi, ottenendo alti consensi in tutti gli Stati, grandi e piccoli. Non a scapito dei popolari, che restano al 38%, ma a sfavore dei socialisti, che passano dal 27% al 21%.
4) Il Sole che ride piange, ma solo in Italia. In tutta Europa festeggiano i verdi e dicono qualcosa di verde. Da noi stanno coi comunisti e non riescono neanche a dire qualcosa di sinistra.
5) Volete ancora chiamarlo xenofobo il popolo che vota per la Lega?
martedì 9 giugno 2009
La destra. Basta.
Vincitori e vincitori
Risultati elezioni europee
C. Langone
sabato 6 giugno 2009
Dentro l'urne
LB: La paternale di Scalfari ora pure di sabato.Quello che ci invitava a votare De Mita e Craxi.Non c'e' piu' la P38, non c'e' piu' la P2 ma c'e' ancora la P-Scalfari.
FL: puoi non leggerle le paternali che non ti piacciono. a me è piaciuta moltissssssimo e, pensa, non l'ho trovata neppure paternalistica
LB: Affatto. Preferisco leggere quello che non mi piace, mangiare salato e tremare dal freddo.Ecco, io vorrei solo che i mosci, gli indecisi, gli inconcludenti, gli utopisti, i sognatori, le anime belle, per dirla con l'(af)fondatore, quorum persaepe ego, se ne stessero a casa invece di ingolfare il processo elettorale a scapito di chi, bene o male, una scelta l'ha fatta. Votare e' una di quelle attivita' umane che vanno compiute con godimento e soddisfazione.
EC: Mi ritengo un "lettore fondatore" di Repubblica: lo leggo dal primo numero. Costituzine e sua difesa, laicità dello Stato, riformismo che non sia controriforma, argine alla deriva berlusconiana del Paese. Questi alcuni dei "valori" di riferimento di Repubbica vissuti in una ampia pluralità di voci. Qualcuno va dicendo che è "partito" più forte del PD. Altri che il PD si muove in funzione delle indicazioni di essa e per questo motivo perde. Altri arrivano a inserirla nel club delle P (P38, P2). L'entità di certe cazzate è una ulteriore prova del perchè siamo diventati un Paese di cerebrolesi.
Stefano Cicetti: Io leggo tutto, quello che amo e quello che odio. E per una sorta di Ossequio assoluto nei riguardi delle tre paroline dell'Illuminismo, cerco di nominarle il meno possibile, diffidando di chi le sbandiera allegramente. E tremo a sentir parlar di ragione, parola che assume un significato pieno e rotondo solo in una discussione teologica. Il sonno della ragione e l'analfabetismo politico non si risolvono in un finesettimana (forse l'opera educatrice di Rep non è stata così incisiva), e paiono un perfetto pretesto per astenersi, semmai, non per coalizzarsi in modo analfabeticamente maggioritario contro il giocoliere che supera la soglia di sbarramento. Del 40%.
Il Culo al Cairo
Azar Nafisi sul corriere.
Il discorso.
La risposta dell'Iran.
venerdì 5 giugno 2009
Voto di protesta
giovedì 4 giugno 2009
Battute e battone nella stanza dei bottoni
Franceschini: "Affidereste i vostri figli a Berlusconi?". Il padre di Noemi: "Ancora?".
Berlusconi: "Sì, tornerei da Noemi. Ma in questi giorni è indisposta".
Bondi: "Alla villa ricordo famigliole". Che cercavano le proprie figlie.
Belpietro: "L'ex fidanzato di Noemi ha avuto una condanna. Come pensa di poter competere con Silvio?".
Festa della Repubblica, Berlusconi arriva in ritardo. E con la patta aperta.
Si è comunque scusato regalando un collier a Napolitano.
Grandi applausi per l'esibizione delle Frecce Tricolori. Sorpresa quando dall'aereo solista è sceso Apicella.
Australia
Milano, Italia
Noemi risponde alle dieci di Gino
Le dieci domande di Gino a Noemi, tutto vero, da Novella 2000 (e per generosa trascrizione di Simona Siri):
1) Noemi, mi hai amato? Ti ricordi quando ti chiamavo Momy?
Gia' bariamo, queste sono due domande. Ti ho amato come puo' amare una ragazzina di 18 anni coi capelli biondi e il culetto sodo. Si' mi ricordo, pensavo chiamassi il gatto dietro di noi.
2) Perché ai casting dove ti accompagnavo mi presentavi come tuo cugino? Ti vergognavi di me?
Anche questa e' una domanda e mezza. Non avere il ragazzo e' funzionale per i casting, non ci arrivi?
3) Perché non hai detto ai tuoi che ho la fedina penale sporca?
Ci sono gia' io con la coscienza sporca, non mettiamoci di mezzo pure la tua fedina.
4) Ti sei davvero dimenticata delle notti in hotel a Ostia e in Calabria, io, tu e i tuoi?
Come faccio a dimenticarmi di te e dei miei (amanti)?
5) Perché non mi hai detto che Maurizio Ciarnò, il signore di cui parlavate a casa tua, è un pezzo grosso della Rai?
Non volevo ingelosirti, visto che ha anche qualcos'altro non proprio piccolo.
6) Ricordi i momenti di tenerezza nella Panda celeste, quella dove mi hai fatto sentire la voce di Berlusconi?
Guarda che Lui era proprio li', sotto i sedili a raccontar barzellette. Ma come si fa, poi, a comprare una Panda celeste?
7) Amo il calcio, lo sai. Com’è che non mi hai detto di essere stata alla festa del Milan? Perché non mi hai portato gli autografi dei calciatori?
Potevo portarti le mutande dei calciatori. Non c'erano penne per gli autografi, solo pennoni. Mi spiace.
8) Quando eri a capodanno da Berlusconi, perché certe volte ti negavi al telefono?
Mi spieghi come faccio a parlare se ho la bocca piena?
9) Chi è questo Domenico Cozzolino che dici di conoscere dal 2006 e che è il tuo fidanzato e che io non ho mai visto? E' un signore non tanto alto, con la faccia di gomma, che quando ha voglia fa il Premier di un Paese nel sud dell'Europa. Mi piaceva chiamarlo cosi', Cozzolino amoroso.
10) Chi è Fabio per il quale mi hai lasciato? È il calciatore Borriello?
No. E' Capello.
mercoledì 3 giugno 2009
Non contateci troppo
A volte ritornano
Ombre cinesi
Razzoliamo male
0,1% azzardo
martedì 2 giugno 2009
O natura o natura
Farsi crescere le tette
C’è qualcosa di marcio nel moralismo machofobico di certi ambienti cattolici che stanno sempre lì a far “sociologia comprendente” intorno alle famiglie superallargate, scisse, sghembe, single o di vario altro disordine, prosternandosi a ogni forma di desiderio che sgorga dalle coscienze, cattolici che ci spiegano compunti la qualunque eterologa, che arieggiano romanticherie di passaggio sui diritti delle persone conculcati dall’ottusa morale ratzingeriana e wojtyliana. Ma anche tutta questa bella gente dell’Espresso e dintorni, questi giornalisti laici bigami, trigami o in quadricromia, gente che si vanta, che si compiace di sé, che conquista e stende prede sessuali a più non posso, ora se la tirano da protocolli istituzionali viventi, si alleano con la cosiddetta (da loro) sessuofobia dei preti, mostrano di detestare negli altri quello che alberga in loro, che loro teorizzano quando partono in crociata contro noi bacchettoni, insomma il sesso come piacere disancorato da promesse d’amore, come allegria totalmente disinibita, come festa panica e idolatrica, come esibizione narcisista di potenza e primato, come raccolta dongiovannesca di infinite possibilità in attesa della resa dei conti asessuata e finale, la statua del Commendatore o del Cumenda.
E’ tutta una cultura politicamente corretta, fondata non sulla realtà degenere della misoginia, ma sull’idealizzazione mitica sociologizzante della violenza contro le donne, dello stupro, del machismo, del prepotere fondato sulla odiosa penetrazione e mescolato variamente con le altre potenze del male metastorico, come il denaro e l’autorità paterna, sia pure di papi. In questa orgia vera di fottutissime e morbosissime idee correnti non c’è spazio per capire che cosa sia il patronage, il rapporto di uomini o di donne importanti, in età, con persone più giovani che coltivano sogni impossibili da realizzare senza la guida e la protezione dei loro maggiori. Tutto si risolve, nonostante mille prove in contrario, nell’immaginazione libidinosa e violenta che prevede lo stato di accusa, una improvvisa recrudescenza e reviviscenza del senso del peccato, parola peraltro dimenticata quando significhi davvero qualcosa. In aggiunta, la volgarità del pensiero giovanilista e brutale che accusa: sei vecchio, fa’ la calza, vade retro.
Caro Cav., dia retta, si ricordi di quel che diceva di lei il compianto Enzo Biagi: “Se potesse, si metterebbe al posto dell’annunciatrice e si farebbe crescere le tette”. Si finga gay, e saranno applausi.
Canaille republicaine
Vengo anch'io!
Ci chiediamo: perché? Avevamo osservato con piacere il suo rapporto con Bettino Craxi, visto con favore la sua discesa in campo, seguito con estrema apprensione la campagna elettorale del 1994 e con vera passione quella del 1996, cui seguì la traversata di un deserto che sentimmo in qualche modo di attraversare anche noi. E allora ci chiediamo: perché? Prendemmo le sue parti su tutto. Sulla P2, la questione Ariosto, sulle tangenti alla Guardia di Finanza, il calciatore Lentini, Medusa cinematografica, i terreni di Macherio (benedetti terreni), i falsi in bilancio, la mafia, le stragi, su tutto. E per la terza volta ci siamo domandati: perché? Senza parlare del conflitto d’interesse, o delle leggi ad personam, dei rapporti con la stampa, o di leggi Gasparri, riforme della Costituzione e attacchi alla magistratura. Ponte di Messina compreso. Occasioni che sempre, sempre, ci hanno visti schierati con lui come un sol uomo. Sicché per la quarta volta, leggendo le migliaia di interviste sui gelati e le pizze, Duccio Trombadori e io ci siamo interrogati sul perché fossimo rimasti, noi due, gli unici italiani mai invitati a Villa Certosa. Che dice, Cavaliere? Ci paghiamo un volo di linea?
Andrea Marcenaro