venerdì 8 maggio 2009

Olanda

Povera e meravigliosa.

Selezioni alla rovescia

Si sente dire, in questi giorni, che un parlamentare europeo non può fare niente, e che l’efficacia è interamente in mano ai capi di partito e ai grandi funzionari, dunque l’elezione sarebbe una pensione di lusso o una sinecura burocratica. E’ del tutto falso. Nessuna carica istituzionale dà altrettanta capacità di influenza personale, a chi voglia e sappia usarla. A chi conosca il mondo o abbia voglia di imparare a conoscerlo, e di impararne le lingue, e di affrontarne i problemi. Anche da sola o da solo, con l’autorevolezza che gli viene dalla carica, con le risorse materiali e le collaborazioni umane che gli vengono dalla macchina dell’Unione, un parlamentare europeo può fare moltissimo. Non mi fermerò ancora sull’esempio memorabile di Alexander Langer. Voglio dire, quanto all’oggi, che la conferma di questa eccezionale opportunità la danno da sempre i parlamentari europei radicali. La loro presentazione solitaria a queste elezioni garantisce pressoché certamente della loro esclusione, per la prima volta, dal Parlamento europeo. E’ una delle iperboliche porcherie di questa tornata elettorale, europea e amministrativa, nell’insieme del centrosinistra e in tutti i suoi pezzi, che non era mai arrivato a un così demenziale autolesionismo. L’ esperienza dell’ultimo governo Prodi sembrava aver segnato un traguardo senza ritorno nel delirio frazionista e parassitario di questo campo. Non bastava, evidentemente. Si beva pure fino alla feccia: ma non si proclami che tanto a Bruxelles si va a timbrare un cartellino. Si va a misurarsi col mondo, chi ne è capace. Chi ne è capace, sarà metodicamente escluso dalla possibilità di farlo, perché non abbia limiti la selezione alla rovescia che domina la vita pubblica contemporanea.
Sofri senior.

Lustrare e lucrare

Non so perchè, ma a me l’idea che esistano i lustrascarpe dà fastidio. Dice: e quelli che fanno le pulizie? Chi stira per conto terzi? Tutto vero. Però è così, non so cosa farci, è proprio questa cosa di un uomo chino a pulirti i piedi, in quella posizione da schiavo, che mi risulta insopportabile. Oggi si è fermato uno di quelli che si portano con sè tutto l’armamentario, spostandosi da una piazza all’altra - ero con Stephan in Plaza de Santa Ana e ci si avvicina e ci chiede se vogliamo farci pulire le scarpe, ed erano scarpe che se anche avessimo voluto non avevano dignità sufficiente per godere di un simile servizio, e gli abbiamo detto di no e lo so che è stupido, ma a me è rimasto l’amaro in bocca.

martedì 5 maggio 2009

Distinti salumi

Quella dei maiali e' la migliore epidemia che ci potesse capitare.
La cosiddetta mucca pazza (1994-1996) contagiò 190 mila animali e 183 persone, di queste sono morte qualche decina. L’allarme costò al sistema produttivo italiano due miliardi di euro. Fu messa al bando per quattro anni la bistecca alla fiorentina e tuttora sono fuori legge la pajata romanesca e la forma completa del bollito misto piemontese. Tra il 2002 e il 2003 ci fu la Sars, portata dai volatili: 8.273 casi e 775 morti,  di cui 5.328 casi e 349 morti solo in Cina. In Europa ci furono 5 casi. Nessun morto. L’America spese 7 miliardi di dollari in vaccini, in Italia vennero stanziati 55,5 milioni di euro, e l’Ue assegnò alla relativa ricerca 150 milioni. Dai maiali si era già scatenata l’afta epizootica del 2001, che poi si estese soprattutto agli ovini. Nel Regno Unito furono abbattuti oltre 10 milioni di animali (quelli effettivamente contagiati erano 2.000). Di animali infetti nel resto d’Europa vi furono 25 casi in Olanda, due in Francia, uno in Irlanda. Il governo di Dublino per quel caso fece saltare il Festival di San Patrizio, il jamboree mondiale dei Boy-Scout e rinviò il torneo di rugby delle Sei Nazioni.

La peste nera che contagiò l’Europa tra il 1347 e il 1352 fece fuori tra un quarto e un terzo della popolazione dell’epoca, cioè tra i 25 e i 33 milioni di persone. L’influenza spagnola (1918-1919) ne uccise 50 milioni, almeno il doppio delle vittime della prima guerra mondiale. Dalla sua comparsa l’Aids ha ucciso 2,1 milioni di persone, 33,2 milioni quelle contagiate.

La ruga del cretino e l'anomalia del cuoio capelluto

Nel 1891 Cesare Lombroso teorizzò che tra i cammelli e gli scaricatori di porto ci fosse una sorta di parentela dovuta alla gibbosità e ne scrisse un saggio dal titolo: Studi sui segni professionali dei facchini e sui lipomi delle Ottentotte - Sulla gobba dei cammelli - Sulla gobba degli zebù. Nell’opera di Lombroso anche: La donna delinquente, la prostituta e la donna normale; Il ciclismo nel delitto; Sul vermis ipertrofico; La ruga del cretino e l’anomalia del cuoio capelluto; Fenomeni medianici in una casa di Torino; Sulla cortezza dell’alluce negli epilettici e negli idioti; Rapina di un tenente dipsomane; Il vestito dell’uomo preistorico; Il cervello del brigante Tiburzio; Perché i preti si vestono da donna.

Giornate

Quasi ogni giornata e' mondiale, a volte doppiomondiale. Ce ne sono 190.

Cambiamenti

Ha polverizzato ogni record d’ascolto in Sudamerica la telenovela Cambiamenti, in onda sul canale venezuelano Primer Canal. È la storia di Palmira, una donna molto sfortunata, che aveva perso il marito in guerra ed era rimasta sola con sei figli piccoli, Xavier di sei anni, Leon di cinque, Padula di quattro, i gemelli Maria e Josè di due ed Asunta en Ciel di dieci mesi. I genitori di Palmira erano morti schiacciati molti anni prima da una ruspa mentre cercavano in una discarica abusiva qualcosa da poter rivendere e la sorella gemella, Maddalena, era scomparsa nel nulla, forse rapita dai mercanti di donne. Palmira, sola al mondo e con sei figli piccoli da mantenere, aveva deciso di cambiare sesso per non privare i figli di un padre, visto che una donna non sarebbe stata in grado di mandare avanti una famiglia così povera e numerosa. Dopo l’operazione Palmira era diventata Palmiro. Quasi subito Palmiro si era reso conto che i figli avevano comunque bisogno della tenerezza di una madre e si era messo alla ricerca della sorella gemella Maddalena. E l’aveva trovata in un bordello per cercatori d’oro nella foresta, l’aveva salvata e l’aveva sposata. Ai figli, vista la straordinaria somiglianza con la madre, Palmiro aveva detto che la mamma era tornata da un lungo viaggio. Ora Maddalena si faceva chiamare Palmira e viveva serena accanto a Palmiro ed ai bambini. Ma all’improvviso aveva fatto ritorno a casa Armando, marito di Palmira. La guerra lo aveva cambiato, gli aveva indurito il cuore, ed i lunghi mesi al fronte senza una donna avevano ampliato i suoi gusti sessuali, cosicchè era stato più che contento della nuova situazione familiare. Ora divideva il letto con Palmiro/Palmira, ricordo dei mesi in prima linea, e con Maddalena/Palmira, ricordo della dolce mogliettina che era stato costretto a lasciare per andare in guerra. La novela è alla centotrentasettesima puntata.

Hera non divorzia

Le dèe non divorziano. Il divorzio non è un istituto all’altezza del loro rango. Si è forse mai vista una dea divorziare? Le dèe, quando i loro divini mariti si dimostrano infedeli, possono solo infuriarsi e vendicarsi, magari tradendoli a loro volta, ma non degradarsi, come delle qualsiasi borghesucce o borghesone, chiedendo loro il divorzio. Parola della grande Hera, che non pensò a divorziare da Zeus nemmeno quando lui, che non faceva altro che tradirla con belle fanciulle terrestri, trasformandosi ogni volta, per sedurle, in un animale diverso (toro, cigno, serpente e simili), per possedere Danae osò addirittura inondarla in forma di pioggia d’oro. Se quella davvero paziente Signora fu dunque promossa al rango di dea del matrimonio, nonché di madrina di tutte le mogli tradite, non fu soltanto per la fermezza con cui non cessò mai di lottare contro i tradimenti del suo potente e fantasioso marito ma anche e soprattutto perché non si lasciò mai sfiorare, nemmeno per un istante, dall’idea di abbandonarlo. Si dimostri dunque anche Veronica degna del suo status divino lasciando la risorsa del divorzio alle comuni mortali.

Presentazioni (non) mortali

Repetita iuvant: due belle presentazioni, qui e qua su come si devono fare le presentazioni in power point, o possibilmente senza.

Design senza Carne

Bella, la tecnologia. Ma deve essere proprio cosi' asettica? Quando il Design e l'Efficienza si allontanano dalla Carne e dal Bello meglio dubitare.

Un Cav. oltreoceano

Oddio, un altro! 

I lesti sposi

In dieci minuti, cantando!

Corona, chi era costui?

Chiamata a raccontare chi fosse per lei Fabrizio Corona, Livia Turco ha candidamente ammesso di non conoscerlo, di non sapere chi fosse. Alla tanto banale quanto ineccepibile replica del fotografo che le ha detto che è difficile che in Italia ci sia qualcuno che non conosca lui e la sua vicenda e che è impossibile che se quel qualcuno esiste faccia addirittura il politico, la Turco non ci ha capito più niente, ha rivendicato e difeso la propria professionalità di conoscitrice di fabbriche, mercati e ospedali, e urlando “ciarpame” s’è alzata e se ne è andata.
Ora, non si tratta di stabilire se sia più meritevole e politicamente importante per il paese conoscere i problemi delle fabbriche rispetto a quelli di Fabrizio Corona, tanto ovvia sarebbe la risposta, bensì di sapere quel che è successo e continua a succedere in questo paese, di capire come mai l’Italia sia diventata così poco attenta a quei luoghi che la Turco avvampando provava ad elencare (e dove spesso, come nelle fabbriche del nord, tira di più il partito di Borghezio di quello della Turco). Se si afferma di ignorare l’esistenza di Corona o di vallettopoli, si dichiara esplicitamente di vivere altrove, di non sapere che purtroppo questo paese è anche e soprattutto il paese di Corona con tutto quel che ne consegue. Fare Livia nel paese delle meraviglie al momento è un lusso troppo alto. Anche l’onesto mestierante della politica ha bisogno di rigoroso e costante aggiornamento professionale.

PD: Pure Da noi

Le veline a destra, le schedine a sinistra. 

Twitter en cinco minutos

Es divertido.

Culi e paraculi

Il culo all'Unita' va bene. Basta che non siedano a Strasburgo.

Rivoluzione italiana

La rivoluzione liberale. 

Photoshoppista/3

Il papi di cartone, link per approfondire e ridere.
PS: il Cav. e' un genio, chi se ne frega della crisi, della Fiat e dell'influenza quando c'e' da divertirsi con le foto? Papi et circenses.

Photoshoppista/2

Andatevi a fare due risate.

Debito italiano

Siamo i primi in Europa! Almeno sul debito. 

Peste italiana

Il libro radicale scaricabile gratis, storia di distruzione dello stato di diritto e della democrazia in Italia dal '45 ad oggi.

Divorzista

Mettiamoci il dito. I siti stranieri banalizzatori. La vignetta.

Photoshoppista

Sul Corriere, la Stampa, e Libero sulla Velina ingrata.
PS: ma le foto della festa del papi sono vere?

Velinista

Il problema non è la valletta che passi direttamente dagli studi televisivi alle aule del Parlamento, ma il crescente numero di servizievoli valletti che già circondano il capo, in tutti i partiti e in tutti i gruppi parlamentari. Questo è oggi il vero problema democratico. Non se un deputato o un ministro, prima di essere eletto, facesse la velina. Ma che lo faccia dopo.

lunedì 4 maggio 2009

Comunista

La Z di Zoro, su Resistenza e Liberta'.