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Oggi, US:- Starbucks dichiara profitti in calo del 97%- Circuit City, grande catena di elettronica (tipo Mediaworld) dichiara bancarotta (un suo negozio aveva occupato lo spazio del vecchio Tower Records di Broadway, chiuso a sua volta due anni fa)- DHL licenzia 9500 persone- un pezzo del New York Times racconta dei tantissimi americani che ormai hanno da pagare un mutuo sulla casa superiore al valore della loro casa, crollato nel frattempo- un’intera pagina pubblicitaria di Chase Bank cerca di rassicurare i risparmiatori sul fatto che li aiuterà a pagare i mutui
I'm Italian, and prime minister Silvio B. is not speaking in my name.Causa nobile, per carita'. Pero':1) Fa invidia vedere che tante persone sono libere da impegni durante il giorno (eufemismo; il non eufemismo richiederebbe l'uso della parola "cazzo", che evito.)2) No, non fa tanta invidia, considerate le non stupende facce delle foto (litote; la non litote richiederebbe l'utilizzo del nome "cazzo", che non voglio scrivere).
Lungo monologo di Manlio sulle donne, impazzite per troppo ragionarci. Secondo lui l'errore di ragionare con le donne presuppone che in esse esista un distacco dalla vita che invece non hanno. Giacche' le donne sono per lo piu' fecondabili, il che significa immerse nella vita. Bisognerebbe insomma oltre ai figli dare loro al piu' due, tre idee che le impressionino. Mai ragionarvi; nelle pause del parlare puo' sfuggire quanto dopo le contorcera' dentro. Invece amarle. Soltanto i saggi potrebbero parlare con le donne, perche' fecondano coi loro pensieri. Ma appunto tacciono.Ragionare con le donne ha l'effetto di conforderle; perche' turba la loro abbondanza acquea, che e' altrimenti morbida e bella. La fa levitare e manca loro l'aria.Geminello AlviPerche' queste cose non le insegnano ai maschietti nella prima elementare di tutti i paesini del mondo?
Scegli dunque:la morte celereoppure l'amore lungo.Nietzsche
L'intellettualita' che amministra tutta la cultura inclina alla vergogna preventiva, piu' che mai insicura. E infatti tanto poco stima se stessa che basta arrivi un inglese a dire ovvieta' sulla storia d'Italia e tutti gli badano. Ma che ne sanno costoro? Gli acquirenti al meglio di case in collina, in cui beatamente fingersi italianati. Che ne sanno loro dei nostri padri? Che ne sanno del vino nel brodo, e di quanto ci piace d'essere generosi, e per pura insesatezza litigiosi? Che ne sanno di Roma, dei morti nostri e del perche' le madri ci vizino tanto, e quali fichi siano quelli buoni a settembre o dell'ebbrezza di polenta e formaggio, e di che ingenuita' ridicola generi ogni nostra astuzia? Di che commozione si senta, negli inevitabili esili, per la lingua di quell'Italia che s'è maledetta. Per il nostro felliniano particolare di patacche.Geminello Alvi, Ai padri perdóno
Non è per contraddire Barack Obama, ma “il Paese dove tutto è possibile” non sono gli USA. È l’Italia.Michele Serra
Obama speech and McCain speech.Molto americano e ottimo nelle sue banalita' il primo, elegante e religioso il secondo.Alla fine c'e' sempre Dio a benedire, per fortuna.
Negli Usa hanno scoperto che guardare le sit-com più amorali (“Sex and the City”, “Gossip girl”…) aumenta le probabilità di rimanere incinte. Quindi sono i programmi castigati ad aver ridotto l’Italia a un ospizio. Macché qualità, macché Aldo Grasso, qui ci vuole Rai Diseducational. Il mondo nasce sempre dall’immondo.
Il più giovane leader dei contestatori universitari ha ventisette anni ed è quindi al terzo fuoricorso (a Lettere alla Sapienza). Gli altri hanno circa trent’anni e manifestano “contro i tagli finanziari previsti da un governo che vuole colpire la libera università, la scuola pubblica e la ricerca” (Francesco Raparelli, portavoce di “Rete per l’autoinformazione”, iscritto alla libera facoltà di Filosofia, 30 anni, da un’intervista alla Stampa). Quelli che manifestano, sfilano, occupano, protestano, bloccano, hanno un nobile scopo: non farsi rubare il futuro da una riforma scellerata, e gli slogan infatti sono pieni di “futuro”.
Però, signori (ché a trent’anni non si è più ragazzi, e infatti noi femmine cominciamo a calarci gli anni intorno ai ventotto), quale futuro? Quello che avete dietro le spalle, quello di una laurea presa da vecchi? A trent’anni non si può stare ancora all’università (e per giunta occupare, come se ci fosse ancora un sacco di tempo per dare gli esami, come se non costasse niente stare lì a bersi una birra e a discutere della mediocrità degli altri). A trent’anni si è più che grandi, e lo studente arrabbiato plurifuoricorso è ridicolo, tristissimo, non ci può essere alcuna energia in quello che dice, fa persino rabbia. “Ma io faccio il pony express per mantenermi” è una scusa penosa: tutti abbiamo fatto le cameriere, le hostess alle fiere, i baristi, i cazzeggiatori euforici, poi prima di un esame clausura totale e via, un voto in più sul libretto, un passo verso la libertà, e parecchio altro spazio per il cazzeggio o l’impegno civile. Trent’anni sono troppi (e anche ventisette).
Datevi una mossa, per pietà. Un occupatore di università non può essere stempiato, con la pancia, non può stare lì da dieci anni a lamentarsi, rimandare l’appello alla prossima volta perché non ha avuto tempo e il professore ce l’ha con lui perché è uno scomodo leader. Un occupatore di università deve avere vent’anni e i capelli al vento (meglio se si mantiene senza lagne e senza i pianti dei genitori che temono prenda freddo: non serve l’appartamento in centro, basta una stanzetta da dividere ed è anche molto divertente). Il trentenne ancora all’università, con un minimo di senso estetico e di orgoglio, eviterà di occupare e di lamentarsi, soprattutto non si definirà mai più studente (né tantomeno laureando che non ci crede nessuno) ma, almeno, minatore.
Non è il Sessantotto. Il Sessantotto era il tempo in cui si occupavano le scuole senza mamma e papà che portavano i panini e pretendevano di vegliare con te. Mamma e papà, nel Sessantotto, i ragazzi li aspettavano a casa, pronti alle mazzate (nel caso non fossero bastati i celerini). No, non è il Sessantotto. Il Sessantotto era un tempo in cui al professore ancora non si dava del tu. Malpagato pure allora, meritava comunque che ti alzassi quando entrava in aula (ho letto da qualche parte: “Non è che magari qualcuno, dopo aver ripristinato il voto di condotta, pensa che ci si debba di nuovo alzare in piedi quando entrano in classe maestri e professori?”. Perché, non si fa più?).
No, non è il Sessantotto. Il Sessantotto era il tempo in cui capitava che una ragazza in pantaloni rischiasse la sospensione, ma se li metteva lo stesso. E tutti insieme, ragazzi e ragazze, rischiavano il sette-in-condotta-e-tutte-le-materie-a-settembre, se tiravano troppo la corda, e la tiravano. No, non è il Sessantotto. Il Sessantotto era Trasgredire l’Ordine Costituito ma sapere la lezione meglio di chiunque altro. Era Stefano espulso da tutte le scuole d’Italia perché aveva restituito un ceffone al preside e perché in un tema (ineccepibile dal punto di vista ortografico) aveva parlato di divorzio. Nel Sessantotto, infatti, andare fuori tema era il succo di tutto e passare il compito era obbligatorio, ma se ti beccavano e arrivava il due non correvi dai genitori a piagnucolare, e i genitori non correvano al Tar. Mentre ora tutti in coro – studenti, genitori e professori – sembra si siano dati da svolgere lo stesso tema: “Tutto il potere al nulla”.
Non mi ispirano questi ragazzini normalmente casinisti (le occupazioni sono come la varicella, vanno fatte perché ci si immunizza, a parte Bernocchi). Non mi ispirano perché – da sessantottina ammuffita – diffido della mobilitazione autorizzata dai genitori solidali e dal prof. che porta gli striscioni.
A Roma e a Milano sembrava una brutta replica del già visto. Botte, spranghe, prepotenze, fasci, antifasci, equivoci in movimento. La cosa più inquietante, a guardare le folle studentesche che si picchiano, occupano le stazioni, celebrano se stesse nelle aule espugnate, è il persistere della differenza antropologica da photo-op: quelli di sinistra bellini, con molte ragazze, quelli di destra piuttosto torvi, e masculi. Almeno il look, bè, quello poteva pure cambiare.
I dolci non servono a niente (video).
Ci sono cose che vanno contro natura molto piu' della sessualita', cose che soltanto gli umani riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama.
Baracum Obamam, Africanum-Americanum Terrae Lincolni contra Ionnes McCainus, mavericus et veteranus captivusque Belli Francoindosinini.
Prima le banche.Poi le donne e i bambini.
A Napoli non c'e' piu' immondizia sulle strade.Il Cav ha risolto il problema oppure non abbiamo piu' niente da buttare?
Vietato scrivere sui muri e alzare la voce, attenti anon buttare la cicca o a suonare di sera. Parma dice basta al degrado; con vigili muscolosi, multe salate e una Carta delle regole che punta alla sicurezza, ma che rischia la guerra ai ragazzi.Renata, Chiara, Alessio: "Per essere civili non servono regole, basta la testa".Appunto.
La terza edizione del «Festival del film» diretto da Gian Luigi Rondi, che chiude oggi, ha visto molto apprezzato L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo Tognazzi e sorella dell'attore Ricky Tognazzi e del regista Gianmarco Tognazzi, il cui padrino, alla nascita, era Gian Luigi Rondi. Molto apprezzata, per lo stesso film, anche la vice-regia di Martina Veltroni, figlia dell'ideatore del festival Walter Veltroni, a sua volta figlio del dirigente Rai Vittorio Veltroni, la quale (Martina) aveva già lavorato come assistente alla regia in Caos calmo di Giovanni Veronesi, fratello dello scrittore Sandro Veronesi, autore del romanzo Caos calmo, molto amico (Sandro) di Walter Veltroni, con protagonista (in Caos calmo) il regista e attore Nanni Moretti, sposato con Silvia Nono, figlia del compositore Luigi Nono e sorella di Serena Nono, ex di Massimo Cacciari, la quale (Martina) è stata aiuto regista anche in Parlami d'amore di Silvio Muccino, fratello di Gabriele Muccino, questo dopo aver lavorato (sempre Martina) con Carlo Verdone che è fratello di Silvia Verdone che è moglie e agente di Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica e padre di Brando De Sica, regista 25enne diplomato in California (diversamente da Martina Veltroni, che studia a Manhattan) e fratello di Mariarosa De Sica, sceneggiatrice, il quale (Brando De Sica) al Festival ha presentato il pure apprezzato Parlami di me, film dedicato al padre Christian e scritto anche da Maurizio Costanzo, ex marito di Simona Izzo, doppiatrice e regista assieme alla sorella Rossella Izzo, la quale (Simona) ora è la moglie di Ricky Tognazzi dopo esser stata la compagna di Antonello Venditti con il quale ha avuto un figlio, Francesco Venditti, che è attore e che esordì nel 1996 in Vite strozzate di Ricky Tognazzi, e che ha avuto un recente successo nella miniserie di Raiuno Amore proibito, interpretata assieme ad Adriano Giannini, figlio di Giancarlo Giannini, e a Claudia Zanella, figlia di sua madre. La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, precedentemente sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L'avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il film-testamento sulla propria malattia di Gil Rossellini, figlio di Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta. Facci
L’insetto stecco è l’essere vivente che ha i più lunghi rapporti sessuali in assoluto. Alcuni scienziati, prima di stufarsi, hanno osservato accoppiamenti tra insetti stecchi della durata di un paio di mesi.
Fidanzarsi non conviene. Prima devi spendere energie per conquistarla. Poi se ti va bene devi intrattenerla durante l’aperitivo. La cena dopo tre quattro giorni. Poi devi andare all’appuntamento con lei che non puzzi di sudore. Cosa per me impossibile. Poi la devi portare in un alberghetto romantico per la monta in quanto il motel è squallido sempre per la futura fidanzata. Poi devi stare attento a parlare prima del rapporto, perché può all’ultimo minuto cambiare idea e “non dartela più”. Basta un ragionamento tipo: “Sono per l’uso delle armi per legittima difesa”. Lei: “Ah sì, brutto fascista, non te la do”. Al ristorante da che mondo è mondo mi metto le dita tra i denti per tirar via gli avanzi di cibo rimasti tra l’apparato masticolare. Lei: “No, cosa fai?” Attenzione, questo comportamento può essere bivalente come redditività sentimentale. C’è la ragazza che fa finta le dia fastidio e ti dice: “Maleducato”, ma poi è contenta di avere un maschio animale nel letto. C’è invece quella che le fai passare proprio la poesia e non la vedi più. Comunque fidanzarsi non conviene. Meglio la Playstation o in subordine le riviste di uomini.E' solo una citazione.