domenica 12 luglio 2009

Riforme contro l'Italia

Angelo Panebianco sul corriere. Io la chiamavo sbrigativamente inefficienza corporativa, microinteressi semimafiosi non orientati al business del mercato ma a sprechi convenienti, una politica non del fare ma del mantenere. Qui e' spiegato meglio. Intristiamoci.

2 commenti:

Stefano Cicetti ha detto...

Berlusconi ha saputo costruirsi un consenso vastissimo, tra gli italiani di oggi. Ma per avere quello degli italiani di domani, per essere considerato un giorno colui che avrà reso l'Italia più moderna e più giusta, non colui che avrà sprecato una grande occasione, deve trasformare in riforme il consenso che ha oggi, anche a costo di perderne un po'.

Riduzione strutturale della spesa pubblica corrente, riforma delle pensioni anche per rendere meno precario il lavoro dei giovani, riforme incisive nella scuola e nell'università, introduzione di una maggiore concorrenza per aprire i mercati e ridurre le rendite, liberalizzazione dei servizi e specialmente dei servizi pubblici locali: queste sono — lo ricordavo di recente («L'Italia ha bisogno di una data chiave» Corriere, 28 giugno)—alcune riforme necessarie.

Mario Monti sul corriere.

Stefano Cicetti ha detto...

A quasi un anno di distanza, siamo sempre li':

http://www.corriere.it/editoriali/10_maggio_30/meno-stato-piu-societa-editoriale-piero-ostellino_e1dd79c4-6bba-11df-bd8b-00144f02aabe.shtml