giovedì 30 luglio 2009

L'isola di Pinocchio

Stevenson: «In fondo i due libri si somigliano più di quanto crediamo. Da tutte e due le parti ci sono un bambino, un’avventura, dei sogni, dei personaggi insidiosi, e poi c’è il Male. Sia Pinocchio che il piccolo Jim cercano qualcosa, e questo qualcosa in tutti e due i casi ha a che fare con la ricchezza: il tesoro di Jim, il campo dei miracoli di Pinocchio, con gli alberi carichi di monete d’oro. E tutti e due comprenderanno che il vero tesoro non è quello».
Collodi: «Con la differenza che Pinocchio scappa perché è cattivo, mentre Jim scappa perché la sua casa non esiste più».
Stevenson: «Dev’essere la differenza tra i nostri due popoli, che ne pensa?».
Collodi: «Non arrivo a pensare così in alto».
Stevenson: «Jim fugge dalla sua locanda per cercare il tesoro e alla fine troverà se stesso, il vero tesoro che sta alla fine dell’avventura della vita. Pinocchio fugge dai suoi doveri e alla fine troverà anche lui se stesso, ma prima dovrà trovare suo padre. Sono due modi - uno inglese e protestante, l’altro italiano e cattolico - di raccontare la stessa storia».

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Menti diverse, ma egualmente (ancorchè diversamente) brillanti, spesso arrivano a conclusioni analoghe in tempi analoghi (o appena sfasati). Per cui può accadere che un brillante Ingegnere Indiano abbia la medesima intuizione di un brillante Ingegnere Californiano, mentre un innovativo Scrittore Tedesco ha la medesima intuizione/idea, nello stesso (o quasi) momento di un innovativo Scrittore Nigeriano (o Saudita, o Australiano: decidete Voi).
Cosa significa? Per alcuni, questa potrebbe essere la prova-provata dell'esistenza di una "Matrice Comune" a tutti gli Esseri Umani (ogni riferimento a "The Matrix" è assolutamente voluto); per altri, questa è la prova-provata del fatto che il numero di idee/intuizioni possibili è un numero limitato. Per altri ancora - quelli come me, ad esempio - questo potrebbe essere un indizio della circostanza per cui l'idea di Inconscio Collettivo (inteso come Identità di Massa) è tutt'altro che peregrina. Non c'è una Matrice che ci crea. guarda e controlla, ma c'è un background comune al quale tutti noi attingiamo, in maniera diversa e/o differenziabile solo in base alla nostra capacità di vedere/cogliere questo background. Dunque, se è vero che nasciamo tutti uguali, non è affatto vero che, nel prosieguo della nostra esistenza, RESTIAMO tutti uguali. Postulare l'Eguaglianza Assoluta degli Esseri Umani alla loro nascita, è un atto di Giustizia; ritenere tutti gli Esseri Umani uguali, quando le loro esistenze sono già in corso, è un arbitrio. Peggio: è un atto ipocrita e miope, che trova le sue fondamenta su principii che sono tanto "etici", quanto - e proprio perchè tali -"questionabili".

Ok, queste riflessioni trascendono Pinocchio e l'Isola...O forse no.

Un Saluto!

Stefano ha detto...

Affascinante. L'Inconsco Collettivo = Identita' di Massa piu' ancora della Matrice.

E se fosse come raccontavo qui, in questa leggenda talmudica (post e commento?

http://stefanocicetti.blogspot.com/2008/06/leggenda-talmudica.html

Anonimo ha detto...

Bellissima, ma...domanda: se il fatto di conoscere la Verità ci renderebbe "questa Vita" (la nostra Vita quotidiana, quella di ognuno di noi) insopportabile, allora qual'è lo scopo di entrambe (Verità e Vita Quotidiana)? Voglio dire (magari ho capito male), se è vero che la Verità rende liberi, perchè la conoscenza della Verità Assoluta (Innata?) ci renderebbe schiavi (perchè dire che la nostra Vita è insopportabile equivale a dire che, in fondo, siamo in schiavitù, ritengo)? Insomma (e poi giuro che la pianto!), perseguire la Verità DURANTE la nostra Vita, diventerebbe un atroce esercizio didattico fine a se stesso perchè, delle due l'una: o non riusciremmo comunque a coglierla (ipotesi più probabile) o, se ci riuscissimo, diventeremmo miserabili a causa di un'esistenza insopportabile la quale è divenuta tale proprio perchè la Verità è stata svelata.

Uhmmmmmm...Loop Spazio-Temporale? Interruzione del Continuum (e questa è un'eresia, me ne rendo conto, perchè se ammetti la possibilità di interrompere il Continuum, allora neghi l'esistenza del Continuum in quanto tale...)? Aaaaaahhhhhhhhh, sto impazzendo e, peggio de peggio, non sono arrivato alla Verita!!!...

Saluto!

Anonimo ha detto...

errata corrige: la frase che ho scritto manca di un tassello..."perseguire la Verità DURANTE la nostra Vita, diventerebbe un atroce esercizio didattico fine a se stesso perchè, delle due l'una: o non riusciremmo comunque a coglierla (ipotesi più probabile) e quindi resteremmo miserabili poichè incompleti oppure, qualora ci riuscissimo, diventeremmo ancora più miserabili a causa di un'esistenza divenuta insopportabile proprio perchè la Verità è stata raggiunta e svelata"

Stefano ha detto...

1)La luce della Verita', cosi' come la luce di Dio, non puo' essere guardata tutta insieme e tutta in una volta, perche' accecherebbe. Servono gli occhiali della Ricerca, del Dubbio e dell'Umilta'.
2) La Verita' potrebbe non coincidere con la Felicita': doverla raggiungere potrebbe essere necessario e fatale, benche' ci rendesse miserabili in Questa vita.
3) Soprattutto, la ricerca della Verita' in questa vita non e' un atroce esercizio didattico.
Primo perche' la Perfezione e' (vedi Fichte) nella sostanza e nella forma la Continua Ricerca della Perfezione. La Perfezione risiede gia', e forse solamente, nella Ricerca stessa.
Secondo perche' (vedi Pascal) la Coscienza della propria Miseria e' gia' segno di nobile Grandezza.

Anonimo ha detto...

Si, penso che tu abbia ragione... e dunque, anche se le "stelle" non saranno mai raggiunte, noi continueremo a saltare, saltare, saltare...

(vorrei poter ricordare Fichte e Pascal ma, ahimè, nomi a parte, i loro pensieri si sono persi nella nebbia dei miei studi liceali...)

Stefano ha detto...

A proposito di Pascal:

http://stefanocicetti.blogspot.com/2007/12/divertissement-o-divertmose.html