lunedì 17 maggio 2010

Urca urca tirulero

Ridley Scott cuce addosso a Russell Crowe un Robin Hood Gladiatore, ossia il solito eroe americano o angloamericano o angloamericanizzato. Sempre stesso intreccio, stesse scene d'azione, sempre la stessa lealta', e i nemici cattivi e un po' ebeti e perdenti. Il noto intrattenimento coca-cola con l'aggravante che inizia a diventare fastidiosa perche' banale del messaggio pop corn, pop nel senso di popolare, massificato, conformista e corretto. Robin Hood diventa il figlio di colui che insieme ad alcuni compari scrisse la Magna Charta, e nel finale la foresta di Sherwood e' un falansterio, una comunita' senza proprieta' privata a contatto con la natura eccetera eccetera. Brother-hood. Meglio il cartone.

1 commento:

Stefano Cicetti ha detto...

Non c'e' solo lo storicamente e il politicamente. Mi sono dimenticato il religiously correct:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/5147