http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_26/corvi_56b12762-9bef-11dc-84ae-0003ba99c53b.shtml
Lo stesso articolo presenta i risultati di due diverse inchieste o sondaggi o come diavolo si vogliono chiamare. A parte l'argomento, che può interessare o meno, sono i risultati che mi piacciono.
Risultato del primo sondaggio: vanno a fare l'amore a pagamento -ogni due mesi- i single lavoratori e soprattutto laureati dai 35 ai 40 anni.
Risultato del secondo sondaggio: frequentano le lucciole -ogni due settimane- gli sposati con figli dai 23 ai 50 anni con istruzione medio-bassa.
Quindi? Qual è l'identikit reale che corrisponde al puttaniere medio, o mediano? Qual è il contenuto informativo della notizia? Non c'è, perché buoni risultati statistici dovrebbero presentare anche il grado di confidenza dell'indagine, visto che ad ogni inchiesta statistica è univocamente associata la forchetta di errore (o validità, che è la stessa cosa). E magari dovrebbero essere spiegate le modalità di campionamento, ossia con quale tecnica è stato scelto il campione, quanto è numeroso, quanto è attendibile.
Può sembrare noioso, ma se non elenchiamo le condizioni al contorno e la tecnica utilizzata è inutile affermare che il 27% degli italiani tra i 20 e i 25 anni mangia 6.8 kg di cioccolato bianco all'anno. Magari hanno intervistato 100 studenti bulimici tutti figli di dipendenti Galak Nestlè che il cioccolato bianco lo pagano meno.
Rebranding
11 mesi fa
2 commenti:
La questione è chiara: l'articolo di cui parli presenta un risultato mal posto, una percentuale vuota, non si ha un dato, ossia non si ha informazione. Concordo pienamente con le tue osservazioni e trovo la tua questione ben posta. Un numero senza unità di misura o un valore ottenuto tramite una statistica della quale non si conoscono le condizioni al contorno non è, non può e non dovrebbe essere base per nessuna riflessione. In parole povere non si comunica nessun fatto: come si possono allora fare commenti? Purtroppo siamo circondati continuamente da tale disinformazione volta solamente a deviare in una direzione o in un'altra l'idea di chi ascolta "passivamente".
Tornando alla statistica: per me è scienza, ed è anche esatta. Attenzione però ai campi di applicazione, con particolare attenzione ai campi socio-economici, in cui le condizioni iniziali usate sono spesso poco scientifiche... di conseguenza i risultati. Concludo ricordando anche io il mio professore di misure, ed in particolare vorrei riprendere le parole scritte in bianco e nero su un foglio A4 attaccato al muro del suo ufficio: "Se il tuo esperimento necessita della statistica, avresti dovuto fare un esperimento migliore (E. Rutherford)"
Leonardo
Grazie Leo!
La citazione ci sta a pennello, e in generale adoro le citazioni dei Grandi.
Tra parentesi, mi sembra che l'affermazione di Rutherford sia stata confutata dalle teorie statistiche della meccanica quantistica, in particolare la statistica di Fermi-Dirac per i fermioni e la statistica di Bose-Einstein per i bosoni, le quali confluiscono per alte temperature nella statistica classica di Maxwell-Boltzmann. Ma questa è tutta un'altra storia.
Concludo con una citazione anch'io, scherzosa fino ad un certo punto! E' di Geoge Bernard Shaw: "esistono cinque categorie di bugie: la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica e il comunicato ufficiale."
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